9 Marzo 2021/Propoli
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Esplorando le immense ricchezze della natura e passeggiando tra maestosi tronchi d’alberi sgorganti resina, capita, nelle calde giornate d’estate, di ritrovarsi immersi in un piacevole profumo di fresco, aromatico e balsamico. Di queste intense fragranze, ognuna diversa dall’altra, saprà la propoli.

Che cos’è la propoli?

La propoli – che con il miele è uno dei più conosciuti ed apprezzati doni dell’alveare – è una prodigiosa sostanza resinosa che le laboriose apine raccolgono dalle gemme e dalla corteccia di alcune piante ricche di resine e balsami, come pioppi, abeti, olmi, betulle, querce, eucalipti, frassini, castagni, salici, ciliegi – solo per indicarne alcune – che mescolano con gli enzimi della loro saliva, cera e polline.

La ricca e complessa composizione della propoli è molto varia ed è determinata dalla flora, dall’habitat e dalla stagione di raccolta. E così, il colore può variare dalle tonalità del giallo, del verde, del rosso, fino al marrone ed al nero. L’odore sarà diverso in base alle diverse resine presenti ma, in ogni caso, fortemente aromatico. E il sapore andrà dal tipo acre-amaro al dolce.

La consistenza della propoli dipende invece dalla temperatura ambientale: dura e friabile al freddo, malleabile appena la si manipola, appiccicosa e viscosa a temperature superiore ai 30 gradi, fonde a 65-70 gradi. Nelle calde giornate d’estate le api prelevano con le mandibole la resina dai tronchi, perché più morbidi e facili da lavorare, con le zampette posteriori la trasportano in piccoli carichi fino all’alveare dove, per diverse ore, vengono aiutate nell’azione di deposito dalle compagne.

Perché usare la propoli

Le api usano la propoli sia per le sue proprietà biologiche antibatteriche e antimicotiche sia per la sicurezza dell’alveare stesso. La propoli, infatti, serve a sterilizzare l’intero alveare, soprattutto le cellette prima che la regina vi deponga le uova. È utile per chiudere buchi e crepe, per riparare i favi, rafforzandone i sottili bordi e verniciarli così da renderli immuni da attacchi di batteri e funghi. La propoli è impiegata, ancora, come isolante termico e per riparare l’alveare dalle correnti d’aria, per restringere i punti d’accesso in modo da evitare l’ingresso di predatori e per prevenire la decomposizione dei predatori uccisi, mummificandoli affinché non rappresentino pericolo di infezione.

Non a caso il nome stesso propoli – dall’etimologia greca “pro” e “polis“, che ha significato letterale “davanti la città” e in senso figurato “in difesa della città” – ben indica la sua funzione principale: la difesa dell’alveare e, facendocene dono, anche la nostra difesa. Ma quali sono le sue specifiche proprietà? E come si ottiene?

Proprietà

Le straordinarie  proprietà  benefiche della propoli sono conosciute e apprezzate dall’uomo da epoche antichissime. Già gli Egizi la impiegavano in campo medico, per trattare le infezioni della pelle, dell’apparato  respiratorio e come riparatore e antisettico delle lesioni cutanee. Ma in ogni epoca e per ogni popolo la propoli è  stata aiuto e salvezza.

Le proprietà terapeutiche della propoli

Ad oggi comprovati studi scientifici ne sottolineano le proprietà terapeutiche e l’assoluta efficacia dovuta alla sua straordinaria composizione.
Ma cosa rende la propoli così  speciale? La composizione della propoli non è definibile in maniera esatta per la varietà  della vegetazione di origine e dal periodo di  raccolta, il tipo di api che la raccolgono e il clima. Tuttavia è  stato dimostrato  che la sua composizione  chimica é  sostanzialmente costituita da resine, balsami (50%), cere (30%), oli essenziali (10%), flavonoidi (galangina, quercitina,  pinocembrina) polliniaminoacidi, sali minerali (ferro, rame, calcio emanganese), vitamine (B, C, E) e altri composti organici.


Grazie a questa straordinaria  composizione la propoli svolge azione:

  • battericida (Helycobacter Pylori, Strptococcus mutans,  Strptococcus Aureus, Strptococcus pneumoniae, Escherichia Coli, Haemophilus Ceres e molti altri)
  • rafforzativa degli antibiotici
  • anti-infiammatoria (artrite)
  • antivirale (influenza, faringiti, laringiti, tracheiti, tonsilliti, bronchiti, angina, tosse, raffreddore, gengiviti, herpes, infezioni urinarie e vaginali)
  • anticoagulante
  • funghicida (micosi, candidosi)
  • antiparassitaria
  • inibitrice della crescita di cellule tumorali (polmone, stomaco, colon, prostata, ovaie, seno e pancreas)
  • antiossidante
  • cicatrizzante
  • immuno-regolatrice
  • anestetica locale
  • disintossicante e protettiva del fegato
  • stimolante della circolazione sanguigna
  • antigastrica e antiulcerosa
  • anticarie

Se solo le nostre piccole amiche apine potessero sapere il bene che ci fanno! O forse lo sanno, ogni qual volta le proteggiamo, aiutandole a vivere in una natura ritrovata o semplicemente piantando un albero o un fiore.

Come si ottiene?

La propoli  può essere prodotta in due modi diversi: raccogliendo quella che le api depositano spontaneamente dentro l’arnia, lungo gli spigoli, nei punti di appoggio del telaio, fra arnia e soffitto, o stimolando le apine a produrne appositamente.


La raccolta naturale avviene mediante raschiatura, con la quale si ottengono pochi pezzi di notevoli dimensioni (i più  pregiati) e molti piccoli, con la presenza di frammenti di legno o corpi estranei.

La produzione stimolata della propoli


Gli apicoltori per avere un prodotto puro si avvalgono della naturale propensione delle laboriose apine a tappare ogni fessura all’interno dell’alveare ponendo, nel giusto periodo dell’anno e in presenza di famiglie particolarmente  propense  alla propolizzazione, una rete di materiale plastico nella parte superiore dell’arnia così che le api la otturino per rendere il soffitto ermetico.


Una volta riempito, il supporto sarà  estratto, lasciato qualche giorno in frigo o in congelatore, e poi lavorato per rimuovere la propoli dall’apicoltore.

Curiosità

Gli apicoltori da sempre riconoscono le innumerevoli  proprietà benefiche della propoli tanto da esserne i primi e più assidui fruitori proprio per l’efficacia dimostrata scientificamente già da tempo come fortificante del sistema immunitario, antinfiammatorio e antivirale.

Come già detto è, infatti, un potente antibiotico naturale, unica portentosa difesa da predatori e malattie per le nostre piccole amiche api, e non solo per loro.


A cura di Katia Mastellone

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Breaking Bee

Due Apicoltori in Erba

1 Comment

  1. Filomena
    14 Aprile 2021 at 10:01

    Un articolo veramente molto interessante e utile soprattutto in questo periodo.. Facciamo in modo da non rovinare il nostro pianeta così le api potranno continuare a fare il loro indispensabile lavoro

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